martedì 21 dicembre 2010

Caro Babbo Natale...

Provate a scrivere nei commenti una vostra letterina a Bn.

Intanto auguri

giovedì 2 dicembre 2010

Un omaggio a Monicelli

Che poi potrebbe anche essere una metafora del rapporto tra docente e alunni...

mercoledì 1 dicembre 2010

Indizi (4): ma chi è Preto

Qui potete alcune notizie tra le quali questa:

"Quest'ultimo riportò Preto in Argolide, e lo insediò a Tirinto. Così Preto e Acrisio, eredi del regno dell'Argolide, si disputarono il diritto di regnare: Abante in un primo tempo riuscì a stabilire dei turni, ma poiché le contese per la supremazia continuavano, si addivenne alla spartizione del regno: Acrisio avrebbe avuto Argo e Preto Tirinto. Preto, temendo un attacco del nemico, e soprattutto del fratello, fece realizzare dai Ciclopi un'opera di fortificazione immane: essi circondarono la città con un muro di pietre grandissime, che nessun mortale sarebbe mai riuscito a muovere. "

Ecco lì τὸ τεῖχος

Indizi (3)


Sulla scelta del significato di Λείπεται ecco dal Castiglioni Mariotti la migliore

Indizi (2)


Per quanto riguarda i famosi "leoni" ecco dove sono rispetto alla porta (cioè αὐτῇ).
E non dite che non l'avevate mai vista.







Indizi per la comprensione della versione (1)

Su wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_persiane) trovate anche questo passaggio:"All'accordo tuttavia non aderirono Argo, dichiarandosi neutrale per non dover combattere a fianco dell'odiata Sparta, Corcira, Siracusa (a causa degli scontri che la vedevano impegnata con i Cartaginesi, alleati dei Persiani [4]) e neanche le città della Tessaglia, della Beozia, fuorché Platea e Tespi, della Doride e della Locride Ozolia. Le città che non si opposero ai Persiani preferendo arrendersi e lasciare terra all'esercito di Serse vennero accusate di "medizzare" ossia di mescolarsi con i Medi o comunque favorire i Persiani a danno dei Greci."
Alla luce di questo brano forse è più chiaro il significato da assegnare ad Ἡσυχαζόντων.

lunedì 22 novembre 2010

Link a Perseus

Ho aggiunto il link al sito Perseus per l'Iliade

A domani

martedì 9 novembre 2010

Mitica Bassignana

Vi ho postato il link al sito dei paradigmi scovato da wonder Bassi.

Buona lettura

venerdì 5 novembre 2010

Chicche per tutti

Buona metrica!

Il professore

giovedì 4 novembre 2010

Interessante

Buona lettura.

P.S.: vedi, Mattiro', che da mille rivoli l'acqua scende al mare...

giovedì 6 maggio 2010

Ecco la versione del giorno in una veste un pò particolare.



Bella vero!

Il professore

lunedì 26 aprile 2010

Repetita iuvant

Valeria (Toncini) mi ha chiesto un chiarimento sulla traduzione del participio congiunto e assoluto sia al presente che all'aoristo. Ho pensato che potesse servire a tutti e vi posto la risposta. Con un'aggiunta
Per quanto riguarda il tempo noi facciamo così:
1. se è part. presente indica contemporaneità;
  • quindi lo traduciamo col gerundio semplice;
  • se lo vuoi tradurre con una subordinata esplicita, in dipendenza da una reggente al presente ci vorrà il presente;
  • in dip. da un passato, l'imperfetto.
2. se è part. aoristo indica anteriorità;
  • quindi lo traduciamo col gerundio composto;
  • se lo vuoi tradurre con una subordinata esplicita, in dipendenza da una reggente al presente ci vorrà il passato prossimo;
  • in dip. da un passato il trapassato prossimo.

Queste sono indicazioni assolutamente "scolastiche" che non risulterebbero sempre corrette per l'uso che un antico greco faceva dei tempi nei modi diversi dall'indicativo. Ma per ora accontentiamoci di questo.

Per quanto riguarda la traduzione di congiunto e di assoluto la regola chiave che non deve essere dimenticata è che il soggetto di ogni participio è quel sostantivo con il quale il participio (in quanto aggettivo verbale) concorda in caso genere e numero.

  • Il participio congiunto al nominativo conviene sempre tradurlo col gerundio;
  • il congiunto in un caso diverso va sempre tradotto con una proposizione esplicita (temporale, causale, concessiva, condizionale (o finale se participio futuro));
  • per l'assoluto vale la stessa regole appena detta (se uso il gerundio lo devo far seguire immediatamente dal soggetto.
Sono stato chiaro?

Attenzione: l'aoristo 1° e 2° hanno due sole diatesi, attiva e media. Quando cercate sul dizionario, in caso di terminazioni medie, dovrete guardare al significato medio e non passivo.


Buon lavoro

Il professore

giovedì 22 aprile 2010

Gaudium magnum

Se cercate nei documenti di greco trovate l'elenco dei verbi frequenti aggiornato.

Buon lavoro

Il professore

mercoledì 14 aprile 2010

Un regalo

Qui trovate la pappa pronta.
Il professore

domenica 28 marzo 2010

Verifica di storia dell'arte

Mi ha chiamato la prof.ssa Giachero: la verifica si terrà martedì 30 marzo dalle 9 alle 10 (quindi saltiamo un'ora di greco).
Studiate.
A domani

--
Il professore

martedì 23 marzo 2010

Ristoranti convenzionati per Firenze

Ecco l'elenco con i prezzi e i numeri di telefono

martedì 16 marzo 2010

Programma della gita

Eccolo

Buona lettura

Materiali su Alessandro Magno

Vi posto alcuni materiali di autori che in epoche diverse e con diversi gradi di arte hanno celebrato la figura di Alessandro. Li ho preparati per l'altra classe ma credo possano interessare anche a voi
In ordine trovate:
1. Alexandros di Giovanni Pascoli;
2. "Alessandro e il mare", "Canzone per Sergio" e "l'ultimo spettacolo" di Roberto Vecchioni
3. Iron Maden, Alexander the Great (by Raccone che ringrazio)
4. Le fonti storiche antiche (da Wikipedia)

Una nota necessita per le canzoni di Vecchioni: mentre nella prima è esplicito il riferimento ad Alessandro, nelle altre ci sono alcuni passaggi allusivi che vi sfido a trovare.
Attenti: se parte in automatico la musica di "Canzone per Sergio" scendete nel post e trovate un piccolo box di Dada: in questo clikkate sula pausa e si interrompe magicamente.

Buon ascolto

1. Pascoli
I
- Giungemmo: è il Fine. O sacro Araldo, squilla!
Non altra terra se non là, nell'aria,
quella che in mezzo del brocchier vi brilla,
o Pezetèri: errante e solitaria
terra, inaccessa. Dall'ultima sponda
vedete là, mistofori di Caria,
l'ultimo fiume Oceano senz'onda.
O venuti dall'Haemo e dal Carmelo,
ecco, la terra sfuma e si profonda
dentro la notte fulgida del cielo.

II
Fiumane che passai! voi la foresta
immota nella chiara acqua portate,
portate il cupo mormorìo, che resta.
Montagne che varcai! dopo varcate,
sì grande spazio di su voi non pare,
che maggior prima non lo invidïate.
Azzurri, come il cielo, come il mare,
o monti! o fiumi! era miglior pensiero
ristare, non guardare oltre, sognare:
il sogno è l'infinita ombra del Vero.

III
Oh! più felice, quanto più cammino
m'era d'innanzi; quanto più cimenti,
quanto più dubbi, quanto più destino!
Ad Isso, quando divampava ai vènti
notturno il campo, con le mille schiere,
e i carri oscuri e gl'infiniti armenti.
A Pella! quando nelle lunghe sere
inseguivamo, o mio Capo di toro,
il sole; il sole che tra selve nere,
sempre più lungi, ardea come un tesoro.

IV
Figlio d'Amynta! io non sapea di meta
allor che mossi. Un nomo di tra le are
intonava Timotheo, l'auleta:
soffio possente d'un fatale andare,
oltre la morte; e m'è nel cuor, presente
come in conchiglia murmure di mare.
O squillo acuto, o spirito possente,
che passi in alto e gridi, che ti segua!
ma questo è il Fine, è l'Oceano, il Niente...
e il canto passa ed oltre noi dilegua. -

V
E così, piange, poi che giunse anelo:
piange dall'occhio nero come morte;
piange dall'occhio azzurro come cielo.
Ché si fa sempre (tale è la sua sorte)
nell'occhio nero lo sperar, più vano;
nell'occhio azzurro il desiar, più forte.
Egli ode belve fremere lontano,
egli ode forze incognite, incessanti,
passargli a fronte nell'immenso piano,
come trotto di mandre d'elefanti.

VI
In tanto nell'Epiro aspra e montana
filano le sue vergini sorelle
pel dolce Assente la milesia lana.
A tarda notte, tra le industri ancelle,
torcono il fuso con le ceree dita;
e il vento passa e passano le stelle.
Olympiàs in un sogno smarrita
ascolta il lungo favellìo d'un fonte,
ascolta nella cava ombra infinita
le grandi quercie bisbigliar sul monte.

Pascoli, Poemi conviviali, Alexandros

2. Vecchioni
Roberto Vecchioni, Alessandro e il mare
Album: Milady (1989)

Il tramonto era pieno di soldati ubriachi di futuro
fra i dadi le bestemmie e il sogno di un letto più sicuro;
ma quando lui usciva dalla tenda non osavano
nemmeno guardare:
sapevano che c'era la sua ombra sola davanti al mare.
Poi l'alba era tutta un fumo di cavalli,
gridi e risate nuove;
dove si va, passato il Gange,
Generale, parla, dicci solo dove:
e lui usciva dalla tenda bello come la mattina il sole:
come in una lontana leggenda,
perduta chissà dove...

tornava bambino,
e tornava bambino,
quando stava da solo a giocare nei viali
di un immenso giardino;
la fontana coi pesci
dai riflessi d'argento,
che poteva soltanto guardarla,
mai buttarcisi dentro.

Non un capello fuori posto
mentre entrava a cavallo nel mare,
e il cuore, il cuore gli batteva addosso
come a una donna che si va a sposare;
e tutti lo seguirono cantando
senza nemmeno sospettare,
e gli andarono dietro contenti
di dover annegare.

tornava bambino,
e tornava bambino,
quando stava da solo a giocare nei viali
di un immenso giardino;
la fontana coi pesci
dai riflessi d'argento
che poteva solo guardarla
mai buttarcisi dentro.

E mentre si voltava indietro
non aveva niente da vedere;
e mentre si guardava avanti
niente da voler sapere;
ma il tempo di tutta una vita
non valeva quel solo momento:
Alessandro, così grande fuori,
così piccolo dentro.




Roberto Vecchioni, L'ultimo spettacolo
Album: Samarcanda 1977

Ascolta,
ti ricordi quando venne
la nave del fenicio a portar via
me, con tutta la voglia di cantare
gli uomini, il mondo, e farne poesia...
Con l'occhio azzurro io ti salutavo
con quello blu io già ti rimpiangevo
e l'albero tremava e vidi terra,
i greci, i fuochi e l'infinita guerra...

Li vidi ad uno ad uno
mentre aprivano la mano
e mi mostravano la sorte
come a dire: "Noi scegliamo,
non c'è un dio che sia più forte".
E l'ombra nera che passò
ridendo ripeteva: "no..."

Ascolta,
ero partito per cantare
uomini grandi dietro grandi scudi
e ho visto uomini piccoli ammazzare
piccoli, goffi, disperati e nudi...
Laggiù conobbi pure un vecchio aedo
che si accecò per rimaner nel sogno
con l'occhio azzurro invece ho visto e vedo,
con l'occhio blu mi volto e ti ricordo...

Ma tu non mi parlavi
e le mie idee come ramarri
ritiravano la testa dentro il muro
quando è tardi
perché è freddo, perché è scuro
e mille solitudini
e i buchi per nascondersi...

Ho visto fra le lampade un amore:
e lui che fece stendere sul letto
l'amico con due spade dentro il cuore,
e gli baciò piangendo il viso e il petto...
E son tornato per vederti andare
e mentre parti e mi saluti in fretta
fra tutte le parole che puoi dire
mi chiedi: "Me la dai una sigaretta?"

Io di Muratti, mi dispiace, non ne ho
il marciapiede per Torino, sì lo so
ma un conto è stare a farti un po' di compagnia,
altro aspettare che il treno vada via:
perché t'aiuto io ad andare non lo sai,
sì, questo a chi si lascia non succede mai,
ma non ti ho mai considerata roba mia,
io ho le mie favole, e tu una storia tua.

Ma tu non mi parlavi
e le mie idee come ramarri
ritiravano la testa
dentro il muro, quando è tardi
perché è freddo, perché è scuro...
E ancora solitudini
e buchi per nascondersi...

E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
si è soli se qualcuno non è mai venuto
però scendendo perdo i pezzi per le scale
e chi ci passa su non sa di farmi male:
ma non venite a dirmi
adesso lascia stare
o che la lotta deve continuare
perché se questa storia fosse una canzone
con una fine mia
tu non andresti via.




Roberto Vecchioni, Canzone per Sergio
Album: Samarcanda 1977


Il ladro di cavalli non era lui,
ma fu impiccato per comodità
e l'uomo di profilo non si bastò
partì cercando l'altra sua metà
il capitano Achab non torna più
dal viaggio contro l'impossibile...
Oh Sergio, non ho tempo di scriverti,
ma, d'altra parte, non ti ho scritto mai
e come ti potevo sorridere?
Erano stati tutti amici miei.

A volte sentono che bussano:
non è niente, niente, niente;
non sono loro che tornano:
solo vento, vento, vento...
Ne avrò di tempo per amare
prima che entri lei?

Il grande orologiaio non passa più
e gli orologi li aggiustiamo noi;
adesso costruiamo le macchine,
vedessi, come sono belle, sai;
a volte c'incontriamo sugli argini,
e ci contiamo, e manchi sempre tu...
Oh, Sergio, non ho tempo di scriverti,
ma d'altra parte non ti ho scritto mai,
oh, sì, di cose qui ne succedono
ma ci illudiamo d'inventarle noi

Siamo un passaggio di allodole:
con un colpo andiamo giù;
mentre cerchiamo di scegliere
se volare a nord o a sud...
E gli anni indietro, e gli anni ,Sergio,
e quando c'eri tu...

Il tempo mischia bene le bibite
gli imperativi e quel che mando giù
qualcuno vede ancora negli occhi miei
quel che gli specchi non rifletton più:
si spezza la collana, le idee van gi&ugrve;,
stan rotolando un po' di qua e di là
e tutti a dirmi come raccoglierle,
non c'è nessuno qui che non lo sa;
non riesco a immaginarmi di vivere
illuminato dalla verità,
la risposta nel vento dov'è, dov'è?
Sarà la stessa per ognuno di noi?
Oh , Sergio, non ho tempo di scriverti,
ma un giorno o l'altro mi rincontrerai.

Ci appoggeremo sui gomiti
quando il sole viene giù,
mi accadrà di sorridere,
come non speravo più...
E l'occhio azzurro avrà un momento
uguale all'occhio blu...




3. Iron Maden, The song for the Alexander the Great (1986)




testo:

"My son, ask for thyself another kingdom,



For that which I leave is to small for thee."


Near to the East, in a part of ancient Greece,

In an ancient land called Macedonia,

Was born a son to Philip of Macedon,

The legend his name was Alexander.


At the age of nineteen, he became the Macedon king,

And swore to free all of Asia Minor,

By the Aegian Sea in 334 BC,

He utterly beat the armies of Persia.


Chorus:

Alexander the Great,

His name struck fear into hearts of men,

Alexander the Great,

Became a legend 'mongst mortal men.


King Darius the third, Defeated fled Persia,

The Scythians fell by the river Jaxartes,

Then Egypt fell to the Macedon king as well,

And he founded the city called Alexandria.


By the Tigris river, he met King Darius again,

And crushed him again in the battle of Arbela,

Entering Babylon and Susa, treasures he found,

Took Persepolis, the capital of Persia.


Chorus:

Alexander the Great,

His name struck fear into hearts of men,

Alexander the Great,

Became a god amongst mortal men.


A Phrygian King had bound a chariot yoke,

And Alexander cut the "Gordion knot",

And legend said that who untied the knot,

He would become the master of Asia.


Helonism he spread far and wide,

The Macedonian learned mind,

Their culture was a western way of life,

He paved the way for Christianity.


Marching on, Marching on.


The battle weary marching side by side,

Alexander's army line by line,

They wouldn't follow him to India,

Tired of the combat, pain and the glory.


Chorus:

Alexander the Great,

His name struck fear into hearts of men,

Alexander the Great,

He died of fever in Babylon


traduzione:
Mio figlio chiederà per te un altro regno,
Perchè quello che gli lascerò
Sarà troppo piccolo per te

Vicino ad est
In una zona della Grecia antica
In una antica terra chiamata Macedonia
Nacque una figlio
A Filippo di Macedonia
La leggenda vuole che il suo
Nome fosse Alessandro

All'età di diciannove anni
Divenne il re di Macedonia
E giurò di liberare tutta l'Asia Minore
E sul mare Egeo, nel 334 a.C.
Sconfisse completamente gli eserciti persiani

Alessandro il Grande
Il suo nome terrorizzava il cuore degli uomini
Alessandro il Grande
Divenne una leggenda tra i comuni mortali

Re Dario III
Sconfitto, lasciò la Persia
Gli Sciti caddero sul fiume Jaxartes
E cadde anche l'Egitto sotto il re macedone
E lui fondò la città chiamata Alessandria

Sul fiume Tigri
Incontrò ancora Dario
E nuovamente lo schiacciò
Nella battaglia di Arbela
Entrando il Babilonia e in Susa, trovò tesori
Prese anche Persepoli, la capitale della Persia

Alessandro il Grande
Il suo nome terrorizzava il cuore degli uomini
Alessandro il Grande
Divenne una leggenda tra i comuni mortali

Un re della Frigia aveva legato un giogo al carro
E Alessandro tagliò il "Nodo Gordiano"
E la leggenda diceva che
Chi avrebbe sciolto il nodo
Sarebbe diventato il signore dell'Asia

Fece diffondere l'Ellenismo in lungo e in largo
I Macedoni studiarono la mente
La loro cultura fu uno stile di vita occidentale
Spianò la strada al Cristianesimo

Marciando, marciando.

Sfiniti dalla guerra, marciando fianco a fianco
I combattenti di Alessandro in fila
Non lo vollero seguire fino all'India
Stanchi del combattimento,
Del dolore e della gloria

Alessandro il Grande
Il suo nome terrorizzava il cuore degli uomini
Alessandro il Grande
Morì di febbre in Babilonia.

4. Fonti storiche antiche

Le fonti storiche su Alessandro sono piuttosto numerose. Conosciamo l'esistenza di resoconti del suo storico di corte Callistene, del suo generale Tolomeo e del suo architetto militare Aristobulo, oltre che, poco dopo, di Clitarco di Alessandria, i quali sono andati perduti.

I principali storici che successivamente trattarono delle sue vicende sono:

* Flavio Arriano, storico di Nicomedia (Anabasis Alexandri, ovvero Le campagne di Alessandro, scritto in greco e di carattere prevalentemente militare);
* Quinto Curzio Rufo, storico romano (Historiae Alexandri Magni Macedonis, biografia di Alessandro in dieci libri, mutila dei primi due, in cui l'autore traccia un ritratto non privo di ombre del re macedone assieme alla successiva vicenda dei Diadochi);
* Plutarco di Cheronea, storico greco (Vita Alexandri e due orazioni De Alexandri fortuna e De Alexandri virtute);
* Diodoro Siculo, storico greco (i libri dal XVII al XXI della sua Bibliothekè Historikè coprono le conquiste di Alessandro e la successiva storia dei Diadochi);
* Giustino, storico romano, ci ha invece lasciato un'epitome (o "riassunto") della storia universale di Pompeo Trogo (Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV).
* Paolo Orosio, storico latino cristiano (Historiarum adversos paganos Libri VII, nelle quali tratta ampiamente di Alessandro nel libro III, tracciandone un ritratto complessivamente negativo).

lunedì 8 marzo 2010

Cos'è la democrazia? Svolgimento

Quello che state per leggere è un estratto del discorso di Pericle tratto da "La guerra del Peloponneso" di Tucidide. I tagli e le parole evidenziate sono una mia scelta che vuole sottolineare i passaggi più significativi e noti. Tra i documenti della nuova sezione storica trovate sia il testo integrale del discorso che il dialogo tra gli emissari di Atene e gli abitanti dell'isola di Melo, tratta dallo stesso libro di Tucidide.
Sono due facce della stessa medaglia, tanto per volare basso nei luoghi comuni.

Tucidide: L’encomio di Pericle
Pericle parla agli Ateniesi
"[...]
Siamo all’inizio della guerra del Peloponneso – Atene è al massimo della sua potenza –; alla fine del primo anno Pericle commemora, secondo la tradizione della città, i caduti ateniesi. Con grande maestria Tucidide utilizza questa occasione per far comprendere al lettore come gli Ateniesi “vivevano” l’éthos della loro città.
Tucidide, Storie, II, 34-36
4 (37) Noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei vicini, e non solo non imitiamo altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensí di una cerchia piú vasta: di fronte alle leggi, però, tutti, nelle private controversie, godono di uguale trattamento; e secondo la considerazione di cui uno gode, poiché in qualche campo si distingue, non tanto per il suo partito, quanto per il suo merito, viene preferito nelle cariche pubbliche; , d’altra parte, la povertà, se uno è in grado di fare qualche cosa di utile alla città, gli è di impedimento per l’oscura sua posizione sociale.
5 Come in piena libertà viviamo nella vita pubblica cosí in quel vicendevole sorvegliarsi che si verifica nelle azioni di ogni giorno, noi non ci sentiamo urtati se uno si comporta a suo gradimento, né gli infliggiamo con il nostro corruccio una molestia che, se non è un castigo vero e proprio, è pur sempre qualche cosa di poco gradito.
6 Noi che serenamente trattiamo i nostri affari privati, quando si tratta degli interessi pubblici abbiamo un’incredibile paura di scendere nell’illegalità: siamo obbedienti a quanti si succedono al governo, ossequienti alle leggi e tra esse in modo speciale a quelle che sono a tutela di chi subisce ingiustizia e a quelle che, pur non trovandosi scritte in alcuna tavola, portano per universale consenso il disonore a chi non le rispetta.
12 (40) Noi amiamo il bello, ma con misura; amiamo la cultura dello spirito, ma senza mollezza. Usiamo la ricchezza piú per l’opportunità che offre all’azione che per sciocco vanto di parola, e non il riconoscere la povertà è vergognoso tra noi, ma piú vergognoso non adoperarsi per fuggirla.
13 Le medesime persone da noi si curano nello stesso tempo e dei loro interessi privati e delle questioni pubbliche: gli altri poi che si dedicano ad attività particolari sono perfetti conoscitori dei problemi politici; poiché il cittadino che di essi assolutamente non si curi siamo i soli a considerarlo non già uomo pacifico, ma addirittura un inutile.
14 Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all’esecuzione di ciò che si deve fare.
17 (41) In una parola, io dico che non solo la città nostra, nel suo complesso, è la scuola dell’Ellade, ma mi pare che in particolare ciascun Ateniese, cresciuto a questa scuola, possa rendere la sua persona adatta alle piú svariate attività, con la maggior destrezza e con decoro, a se stesso bastante."
[...]

Qui sotto invece trovate un audio.
Premessa: il pezzo è rivolto contro una parte politica e in particolare contro un noto personaggio politico. Vi prego di decontestualizzare dall'attualità politica italiana e di considerare invece come un discorso, alato e potente, abbia la forza di attraversare i millenni e gli uomini e di mantenere la sua forza e la sua grandezza.



Se non parte l'audio provate il player qui sotto

lunedì 1 marzo 2010

Materiali di greco

Vi ho messo a disposizione l'elenco dei verbi frequenti con selezionati gli aoristi sia in formato word che pdf.
Buon lavoro

Il professore

mercoledì 3 febbraio 2010

Le frasi di compito: un contributo

17.01 me: Ciao Dattuomo. Sei solo in linea? Ti ho appena invitato a un gruppo di discussione. Vedi se riesci a trovarlo e a rispondere al mio post
ndattuomo94: Si vado subito
8 minuti
17.10 ndattuomo94: le ho risposto al suo post
me: grazie. Stavo facendo manutenzione. Mi puoi scrivere la traduzione della prima e seconda frase sul post? Grazie
17.12 ndattuomo94: ok
17.13 me: DAttuom, già che siamo soli usiamo pure questo strumento. Copiale qui. Grazie
ndattuomo94: ok va bene
17.14 1 cosa ammiriamo dunque di quel Socrate? Tutti ammiriamo Socrate,perchè è il piu saggio e onesto
17.15 me: No. Perchè traduci di quel Socrate. Swkrath in che caso è?
17.17 Altra domanda: Ti può avere due valori: uno è "cosa"; l'altro?
Dattuom che fai? Ti appisoli?
ndattuomo94: no no ci sono
17.20 Swkrath è accusativo
me: Allora te lo dico io: due valori di "ti": 1. pronome interrogativo casi diretti del neutro sing; trad.: "cosa"; 2. avverbio interrogativo "perchè";
17.22 Giusto Soctrath è un accusativo come ekeinon; traducilo come complemento oggetto di θαυμάζομεν
17.24 ndattuomo94: quindi la traduzione è: cosa dunque ammiriamo allora quel socrate
me: Usa il secondo signi ficato di "ti"= perchè e la frase funziona
17.25 ndattuomo94: quindi:perchè dunque ammiriamo allora quel Socrate
17.26 me: Quasi: non capisco quel tuo "allora"? Che parola graca traduce?
17.27 ndattuomo94: perchè dnt l'ho cercato e mi dice che è una particella che vuol dire allora quindi
*allora,quindi
17.28 e deriva da dnta
17.29 me: Ma deta l'hai già tradotto giustamente con "dunque". Gli avverbi si traducono vicini alla parola greca che è loro vicina. Guarda che devi tradurre outw
ndattuomo94: e outw appunto vuol dire allora
se non mi sbaglio
17.30 me: Al significato c vuol dire allora. Scegli il primo: "così" e la frase è perfetta
ndattuomo94: ok
me: Frase n. 2
17.32 ndattuomo94: 2 Cosa rende noto il racconto a questi, oh Esopo? Questo racconto rende noto come chiunque prepara un insidia di un altro diventa se stesso l'origine dei mali
17.33 me: dhlow qui va tradotto con insegna, mostra: l'abbiamo detto cento volte!
ndattuomo94: ah ok
me: Vedi che qui "ti" ha il 1° valore cioè "cosa"?
ndattuomo94: si
17.34 scusi ma outosì io l'ho tradotto "a questi" è giusto?
me: Non sono d'accordo con la traduzione "un insidia di un altro". Quali parole greche traduci con di un altro"
17.35 ndattuomo94: eterou vuol dire altro oppure uno dei due
me: outosi è l'intensificativo di outos cioè il nom. m. s. che concorda con muthos
17.36 sì ma qui eterou è retto dalla preposizione kata: quindi il significato è...
ndattuomo94: presso l'altro
17.37 me: Diz.: ost. "contro"
ndattuomo94: no scusi scusi
mi sono sbagliato
17.38 mi sono confuso
me: Prima di rifare la frase ti chiedo cosa traduci con "come"
17.39 ndattuomo94: nella domanda o nella risposta?
ah sisi
me: Nella risposta
17.40 ndattuomo94: ah si
si traduce che
17.43 me: DAttuom se continuiamo, così hai voglia...Dove sei? C'è ancora un errore nella tua frase: traduci male "eautou"
17.44 ndattuomo94: sisi
ci sono prof
eautou l'ho tradotto con se stesso
17.45 me: Ma è un genitivo. Non inventare.
Mettiamo a posto la frase: Cosa insegna questo racconto , oh Esopo? Questo racconto insegna che chiunque prepara un insidia contro un altro, diventa l'origine dei mali di se stesso (o meglio: diventa l'origine dei suoi stessi mali )
ndattuomo94: probabilmente può essere: diventa l'origine dei mali di se stesso
17.46 me: Vedi che le prime 2 frasi che ti parevano corrette, erano zeppe di errori. Non controlli la corrispondenza caso traduzione e quindi sbagli.
Passiamo alla terza
ndattuomo94: ok
17.47 ecco qui prof ho cercato un nome cioè
npnkooi
me: quale?
ndattuomo94: ma non l'ho trovato sul dizionario
npnkooi
17.48 me: A sì hai ragione hphkooi è sbagliato; devi cercarlo con u o con la epsilon iniziali
ndattuomo94: ok lo cerco subito
17.50 allora vuol dire che acolta colui che ascolta oppure discepolo
17.51 oppure andando sotto vuol dire che sta sotto il controllo di...
17.52 me: Essendo riferito a quelli che stanno sotto Dario sono i suoi "sudditi". Come hai tradotto Πώς εΐχον?
ndattuomo94: come stavano
me: concordo. Finisci la frase
17.54 ndattuomo94: come stavano i sudditi di dario? Non sappiamo come stavano i sudditi di Dario,ora vediamo questi schiavi e molto piu disgraziati dei Greci
17.56 me: La prima parte va bene ma per la seconda direi:"ma ora vediamo quegli stessi (autous) schiavi e molto piu infelici dei Greci
ndattuomo94: ok
me: La quarta
17.57 ndattuomo94: Non si impressioni se l'ho tradotta male perche ho avuto qualche difficoltà
17.58 me: Non mi impressiono
17.59 ndattuomo94: 4 Certamente non vi pare di essere d'aiuto nel passare inosservati a noi che codesti decidono? Si,certamente, infatti se qualora i nemici impreparati fossero sorpresi,non sapendo quando noi attacchiamo codesti
me: Dokew qui è 1. credere; 2. sembrare a qualcuno; 3. sembrare opportuno? Scegli: 1 o 2 o 3?
18.00 ndattuomo94: non vi sembra opprtuno
opportuno*
me: No è 2. Perchè "vi" pare? Vi è a voi ma qui c'è "soi" cioè...
18.01 ndattuomo94: è un acc maschile plurale
18.02 me: Nicolò perchè mi prendi roma per toma?umas (che qui non c'è) è quello che dici tu
ndattuomo94: scusi è un dat
18.03 me: e poi un acc. m. pl. tu lo traduci a voi come fosse un dativo? Ci sfido che sbagli...
Devi avere la teori davanti. "soi" è il dat del pron. pers. 2a pers. sing.. Forza!
18.04 Pag. 176 della teoria
18.05 ndattuomo94: no scusi io l'ho tradotto come un dativo soi xk sul dizionario mi dice dativo
me: "Non ti sembra che ...". Ora passiamo al difficile cioè alla traduzione di sumferon. Vai sul diz. e cerca il significato
ndattuomo94: ahhhh
ahhh
sisi
ora ho capito
18.06 eh sumferon non me lo da mi da il verbo che è sumferw
me: Dicevo sul diz. che spero tu abbia davanti devi dedere il significato 1.c. L'hai trovato?
Certo che è sumfero. E che modo e tempo è di sumferw? ragiona
18.07 Te lo dico io? ti arrendi?
ndattuomo94: si mi arrendo
18.08 me: E' il participio caso diretto del neutro sing.. Qui insieme all'infinito einai è usato in modo impersonale. Vai a vedere a 1.c. del diz
ndattuomo94: essere utile giovare
18.09 me: quindi : "Non ti sembra che (sia) utile che". Ora passiamo a quell che viene dopo
ndattuomo94: però io ho trovato anche essere d'aiuto nell significato 1.c
18.10 va bene
18.11 io ho tradotto poi passare inosservato
lavtano
me: per capire come gestire lanzanein devi andare sul libro di esercizi a p. 316 e vedere il nota bene. Vai poi ti dico
18.12 ndattuomo94: e un verbo che esprime un modo di essere del soggetto
18.14 me: non solo: qui regge un participio predicativo del soggetto dell'infinitiva (cioè hmas). Νοn ci crederai ma lanzanein va tradotto con un avverbio o complemento di modo (segretamente, in segreto) mentre nello stesso modo e tempo di lanzanein va tradotto bouleuontas
18.15 ndattuomo94: quindi la traduzione è: non ti pare che sia d'aiuto che di nascosto...
18.16 bouleuontas lo traduco come un infinito
me: Ecco la traduzione con le parole greche:"Non ti=σοι sembra=δοκει che (sia=ειναι) utile=συμφερον che noi=ημας decidiamo=βουλευοντας queste operazioni=ταυτα in segreto=λανθανειν?".
ndattuomo94: ok
18.17 me: E' evidente che i che dichiaratavi si aggiungono in italiano poiche in greco le completive sono implicite ciè all'infinito
ndattuomo94: capito
18.18 me: Errata corrige: E' evidente che i "che" dichiarativi si aggiungono in italiano poichè in greco le completive sono implicite ciè all'infinito
Passiamo alla seconda parte
ndattuomo94: kkk
me: kkk?
ndattuomo94: scusi
volevo scrivere okok
18.19 me: Devi ora considerare che il verbo principale della frase successiva è λαμβανοιντο. Che modo è?
18.20 ndattuomo94: comunque risposta : Si ,certamente;infatti se qualora i nemici impreparati fossero sorpresi,non sapendo quando noi attacchiamo codesti
il verbo è un ottativo
18.22 me: Tu lo traduci come fosse un congiuntivo eventuale, una condizionale; quindi come una subordinata. Vedi la teoria a p. 372 in alto: ottativo + αν= possibilità nel presente. Quindi traduciamo: " i nemici potrebbero essere sorpresi impreparati"
18.23 ndattuomo94: ok
me: Brutto il tuo "codesti". Io direi: "non sapendo quando noi li attacchiamo"
ndattuomo94: infatti lo reputavo anch'io un pò brutto
18.24 passiamo alla 5? O si vuole fermare
me: procedi
18.26 ndattuomo94: 5 Per quale direzione attraversate il fiume? Attraversiamo il fiume per questa direzione per i soldati Persiani,sbarravamo infatti la traversata con vascelli da fiume
18.28 me: Brutto "Per quale direzione " usa il significato 2 di τροπος
Puoi indicare a Serena Caffarone il modo di introdursi in questa chat?
18.29 ndattuomo94: non saprei
me: Dattuom, tu come hai fatto?
ndattuomo94: io ho semplicemente scaricato google talk e poi lei mi ha aggiunto
18.30 comunque il secondo significato di tropos è:maniera,modo
18.31 me: Allora traduci "in quale modo"
18.32 Il tempo di διεβαινετε è sbagliato
ndattuomo94: è un imperfetto
me: Certo che è un imperfetto. Ma qui in italiano è meglio tradurlo con "avete attraversato"
18.33 ndattuomo94: ok
quindi anche l'altro verbe all'inizio della risposta lo traduco con abbiamo attraversato
verbo*
me: quindi anche διεβαινομεν è sbagliato nella tua traduzione
18.35 "abbiamo attraverrsato nello stesso modo in cui (lo fecero) i soldati Persiani". Quel dativo στρατιοταις è retto da αυτω
ndattuomo94: ok
18.37 e il resto della traduzine cioè: sbarravamo la traversata con vascelli da fiume. E' giusta
?
me: Vedi αυτος sul diz. al significato 2 e c'è "con dat.". Adesso vedo la seconda parte
ndattuomo94: ok
18.38 vuol dire stesso/a
18.39 me: Trovi la frase fatta alla pagina del diz. del verbo γεφυροω: abbiamo costruito un ponte di barche
18.40 Ora si è fatto tardi e devo preparare la pappa ai figlioli. C'era anche la sesta?
18.41 ndattuomo94: purtroppo si
ma penso che non sia difficile questa
18.42 me: L'unica difficoltà è la traduzione di που. Qui regge il gen. χωρα (vedi dizionario) nel significato : "In quale parte della terra..."
ora ti saluto. Ti sei divertito? (risposta:sì)
ndattuomo94: molto
la ringrazio infinitamente
18.43 pero vero che mercoledì non mi fa niente ???
me: Hai sbagliato risposta, ma in eccesso. Ciao
ndattuomo94: arrivederci
18.44 me: A te nulla. Ma agli altri... Buon teatro.
ndattuomo94: ok grazie mille prof
arrivederla

martedì 26 gennaio 2010

Questa è l'ora delle scelte

Vi allego un documento in cui trovate:
1. nella prima pagina la bozza di viaggio in Toscana con diverse città d'arte così come era stato pensato all'inizio;
2. dalla seconda in poi un'ipotesi di viaggio (da me elaborata nella forma di richiesta di preventivo), centrato prevalentemente su Firenze, che prevede come alternativa la sosta a Pisa durante il viaggio di ritorno.

Valutate le due ipotesi tenendo presente che per quanto riguarda la prima:
- la sistemazione prevede un solo albergo in Firenze o zona limitrofa;
- si chiederà la disponibilità dell'autista ad accompagnarci la sera dopo cena a Firenze per passeggiate e quant'altro (senza fare troppo tardi).
-i preventivi vanno da un minimo di 140 euro (ma è veramente il minimo anche di sevizi offerti) a un massimo di 272 (si cercherà di posizionarci su una fascia intermedia tra i 200 - 220 euro).
A breve vi posterò dei sondaggi per avere una risposta sulla proposta preferita entro la settimana.
Fatevi consigliare anche dai vostri genitori.
Buona lettura

Il professore

giovedì 21 gennaio 2010

Ercole, Maciste e gli altri

Questo è quello che si può dire di Maciste (fonte wikipedia). Chi fosse interessato alla nutrita filmografia vada qui.

Maciste è un personaggio cinematografico nato nel film storico Cabiria del 1914, interpretato da Bartolomeo Pagano, e diretto da Giovanni Pastrone.
Rappresenta un uomo mitologico di straordinaria forza e bontà. Divenne un'icona italiana tanto da essere usato come sinonimo di Ercole. Negli anni cinquanta fu protagonista di molti film del genere cosiddetto peplum.
Molte le parodie presentate nel corso degli anni, con Maciste coprotagonista delle disavventure di personaggi quali Totò, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini.
L'invenzione del nome Maciste è stata attribuita a Gabriele d'Annunzio, sebbene non sia mai stato accertato. Quel che è certo è che nella mitologia romana non esisteva nessun personaggio con questo nome.
Però esisteva nella mitologia greca (ed è probabilmente all'origine del nome) un Macisto, eroe eponimo della città di Macisto in Trifilia, a pochi chilometri da Olimpia. Figlio di Atamante e fratello di Frisso. Il nome (Makistòs) significa probabilmente "molto alto".
È esistito inoltre un eroe Mecisteo e il persiano Masiste, figlio di Dario I.
In gergo "femminista", il termine "macista" è sinonimo di maschilista.

venerdì 8 gennaio 2010

Domani a casa

Ufficiale: domani sabato 9 gennaio 2010 scuole chiuse in base a un'ordinanza del Comune di Tortona.
Ho avuto comunicazione dal vicario Agosti.
Buon riposo e buona neve


Il professore

giovedì 7 gennaio 2010

Verbi contratti frequenti

Qui e nell'archivio dei materiali di greco trovate un elenco dei verbi contratti più frequenti. Per ora studiate a memoria il significato di quelli a frequenza 1.

Buon lavoro

Versione di Platone (n.3 p.307 - 308)

Questo è invece uno strumento utile.
A saperlo usare.

Il professore

A proposito del brano di Tucidide...

Trovate qui qualche informazione su Potidea e sulla sua importanza nella genesi della guerra del Peloponneso. Se leggete fino alla fine, troverete anche citatι Socrate e Alcibiade da cui l'omonimo dialogo platonico (versione 3 a pag. 307)

Buona lettura

Il professore

Tra le due proposte di viaggio preferisco

Se la meta fosse Firenze (votate comunque tutti)

Per salire sulla torre di Pisa serve la prenotazione e pagare 15 euro a testa

Tra la gita in Toscana e quella in Inghilterra ho deciso per

Ti dichiari d’accordo rispetto all’idea di un viaggio di istruzione in Toscana?

Se il viaggio (4 giorni, 3 notti) prevedesse 2 giorni per Firenze e 2 per altre città d’arte toscane, ti sembrerebbe ragionevole?

Preferiresti dedicare più tempo, magari 3 giornate, a Firenze?

Preferiresti dedicare tutto il tempo a disposizione per la visita di Firenze?

Come valuti il costo preventivo di circa 250 euro?

Preferiresti alloggiare in centro città (scelta più cara, ma comoda per la visita della città)?

Preferiresti alloggiare fuori città (scelta più economica, ma che comporta una qualche perdita di tempo per gli spostamenti)?

Saresti d’accordo per una sistemazione di mezza pensione con pranzo libero?

Preferiresti avere delle indicazioni su dove consumare il pranzo libero?

Riterresti necessario l’utilizzo di guide locali che integrino l’attività dei docenti?

Per la gita in Toscana pensi di venire dotato/a di una guida turistica (tipo Touring club) comprensiva di mappa della città?

Riterresti utile che la scuola ti fornisse una mappa delle città visitate e indicazioni utili per l'orientamento?

Quando visiti una città d'arte preferisci