Per quanto riguarda il tempo noi facciamo così:
1. se è part. presente indica contemporaneità;
- quindi lo traduciamo col gerundio semplice;
- se lo vuoi tradurre con una subordinata esplicita, in dipendenza da una reggente al presente ci vorrà il presente;
- in dip. da un passato, l'imperfetto.
- quindi lo traduciamo col gerundio composto;
- se lo vuoi tradurre con una subordinata esplicita, in dipendenza da una reggente al presente ci vorrà il passato prossimo;
- in dip. da un passato il trapassato prossimo.
Queste sono indicazioni assolutamente "scolastiche" che non risulterebbero sempre corrette per l'uso che un antico greco faceva dei tempi nei modi diversi dall'indicativo. Ma per ora accontentiamoci di questo.
Per quanto riguarda la traduzione di congiunto e di assoluto la regola chiave che non deve essere dimenticata è che il soggetto di ogni participio è quel sostantivo con il quale il participio (in quanto aggettivo verbale) concorda in caso genere e numero.
- Il participio congiunto al nominativo conviene sempre tradurlo col gerundio;
- il congiunto in un caso diverso va sempre tradotto con una proposizione esplicita (temporale, causale, concessiva, condizionale (o finale se participio futuro));
- per l'assoluto vale la stessa regole appena detta (se uso il gerundio lo devo far seguire immediatamente dal soggetto.
Attenzione: l'aoristo 1° e 2° hanno due sole diatesi, attiva e media. Quando cercate sul dizionario, in caso di terminazioni medie, dovrete guardare al significato medio e non passivo.
Buon lavoro
Il professore
grazie 1000 prof. ;)
RispondiEliminagrazie e buona serata, professore.
RispondiEliminap.s. non scelga una versione troppo difficile, per favore...
grazie prof!
RispondiEliminaPurtroppo ho notato solo ora la mail in cui avvertiva di aver aggiornato il blog, in ogni caso queste spiegazioni mi saranno particolarmente utili. Ho sempre qualche dubbio quando devo tradurre un participio.
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